Red Pellini Quartet

Da oltre dieci anni la programmazione del Gregory's Jazz Club soddisfa i palati pù raffinati tra gli amanti del jazz.
Ospitando da sempre i migliori musicisti italiani è divenuto con gli anni punto di riferimento per gli appassionati del jazz. La suggestiva sala concerti al piano superiore vi colpirà per la sua atmosfera accogliente. Le luci, i divani e soprattutto un' acustica perfetta sono gli ingredienti che, insieme alla ottima musica, fanno del Gregory's un club che trova paragoni adeguati solo negli storici locali newyorkesi che hanno scritto la storia del jazz. Il Gregory's ha saputo ricreare quella stessa atmosfera facendo incontrare i migliori musicisti italiani a giovani talenti emergenti in un posto che è da sempre qualcosa in più di un semplice jazz club.
Dalle jam session del mercoledì sera fino a tarda notte, al sabato, si alternano concerti di grande livello con serate dedicate ai generi della tradizione: dal dixieland, al bebop, dallo swing all'hard bop, passando per i tributi ai grandi maestri del passato.

L'atmosfera è raffinata, rilassante e amichevole, condita dalla cortesia dello staff.


venerdì 25 Emanuele Urso Trio

sabato 26 Red Pellini Quartet
Il sax baritono di Fabiano "Red" Pellini guiderà una formazione di alto livello per ripercorrere insieme il grande jazz dei ruggenti anni 20, quello dei gangster e del proibizionismo.Fabiano Pellini è attualmente uno dei massimi esperti al mondo su Leon Bismark "Bix" Beiderbecke.

Uno dei più grandi musicisti di jazz degli anni 20. Bix (abbreviazione di Bismarck, il suo secondo nome) Beiderbecke, fu un cornettista e pianista bianco degli Stati Uniti. Siamo negli anni Venti e il mondo del Jazz è attraversato dalla leggenda di un trombettista bianco chiamato Bix. E' uno dei migliori musicisti del momento e la sua breve vita è così spericolata e leggendaria che confonde e sovrasta le sue notevoli doti musicali. Il suono della sua tromba è delicato e particolare, elevate le sua capacità nell'improvvisazione. Arriva il 1927, suo anno magico; ritorna a suonare e registra il suo capolavoro pianisti co In a mist.
Incide con un piccolo gruppo dei pezzi storici, firma con Paul Whitman ed entra nella sua mitica orchestra come tromba solista.
I concerti e le conseguenti registrazioni con Whitman, dove si ascoltano i suoi assolo, sono di portata storica per il Jazz, ma i due anni (1928 - 1930) di permanenza nell'orchestra sono tumultuosi. La dipendenza dall'alcool lo porta alla distruzione e alla morte a soli ventotto anni. Di lui rimane la leggenda e il rispetto della gente di colore per un bianco che sapeva suonare divinamente la loro musica

Evento inserito da sghetro.

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