Raiz

6 novembre 2007 21:30 @ Circolo degli Artisti
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RAIZ presenterà il suo ultimo disco UNO,
uscito per UNIVERSAL MUSIC a fine Settembre, al Circolo Degli Artisti.


IL DISCO

UNO perché spiritualità e sensualità vivono insieme e l’una senza l’altra non hanno senso; perché “cogito” ma non di meno ”mangio, bevo, ballo, faccio sesso” ergo sum. Perché UNO mi sento con il pianeta sul quale mi è stato concesso di esistere, e nulla sono al di fuori di esso. UNO è fatto di argomenti intimi e di scottanti attualità, parla il napoletano stretto e senza concessioni non per rivendicare appartenenza ma perché la non – ufficialità di questa lingua perfetta per me rappresenta tutti quelli che non hanno ufficialmente voce. UNO è estremamente “local” e immediatamente “global”, non nel senso omologante che tutti conosciamo ma in modo da far parlare diverse culture con una medesima lingua: usa la massima disposizione alla sintesi che è insita nell’anima musicale mediterranea e fa fondere le melodie arabo andaluse, le canzoni dei migranti dell’europa orientale, la tarantella, la canzone italiana , il reggae, il rap e il medio oriente.

BIOGRAFIA

All’anagrafe risulta come Gennaro Della Volpe. Alle cronache musicali s’è presentato come Rais, Raiss, Raiz. Uomo dai mille nomi e dalle mille collaborazioni, ma soprattutto voce caliente della Napoli affermatasi all’inizio degli anni Novanta, quando esplodeva la Tangentopoli locale e, tra club del centro storico e centri sociali, esplodeva soprattutto una nuova scena di talenti musicali capaci di coniugare tradizione e modernità, Partenope e il resto del mondo. Fin dall’esordio, nel 1992, gli Almamegretta rappresentano the next big thing dell’italian wave, il punto di riferimento per il suono di un decennio. Reggae e funky esplodono nell’ugola carnale di Gennaro e scoprono le proprie origini partenopee, tra una tammurriata e un canto a fronna.
Con gli Alma Raiz raccoglie recensioni entusiastiche, registra album-capolavori, infiamma le notti, scopre quant’è difficile lavorare per una piccola etichetta indipendente come per una major.
Ma la sua curiosità e il bisogno di crescere lo portano spesso ad andare "oltre" la band: la sua voce incontra i Massive Attack, Pino Daniele, i Letfield, gli Orchestral World Groove di Gaudì, gli Asian Dub Foundation, Mauro Pagani, dà vita al progetto Ashes con Bill Laswell ed Eraldo Bernocchi, si fa sentire nel "Tangerine cafè" di Luigi Cinque come nell’esperimento sulla taranta salentina di Stewart Copeland. E poi il teatro (Brecht con i Cantieri Teatrali Koreja, i readings canori su versi della beat generation) e il cinema come attore ("Cuore scatenato", il western siciliano di Gianluca Sodaro) e come autore di colonne sonore ("Luna rossa" di Antonio Capuano").

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