Apocalyptica

11 novembre 2007 20:00 @ Circolo degli Artisti
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APOCALYPTICA + Sturm und Drang

Gli APOCALYPTICA, una delle bands più incredibili e innovative degli ultimi anni, porteranno il nuovo album, WORLDS COLLIDE, anche a Roma
Li abbiamo già ammirati nel 2005 di supporto ai Rammstein, ma questa volta sarà il loro show, assolutamente da non perdere. Opening act gli Sturm Und Drang.

BIOGRAFIA

Non esistono molte rock band su questo pianeta che non sarebbero

felici di sentirsi definire ‘uniche’. A dire il vero, in quest’epoca di
nostalgica rievocazione del passato e idee riciclate all’inverosimile,
pochi sono degni di tale definizione. I finlandesi Apocalyptica la

meritano molto più di altri. Assolutamente originali sotto molti aspetti,

questi ragazzi prodigio dalla formazione classica che hanno portato

scompiglio nel genere metal propongono un repertorio che si distingue

da qualsiasi altra produzione nella storia della musica.

Costituitisi negli anni ’90, gli Apocalyptica scelgono fin dal primo giorno un percorso del tutto personale. Dopo qualche anno, ancora studenti alla Sibelius Academy di Helsinki, si uniscono ad una band di violoncellisti che si specializza nell’interpretazione di un repertorio vastissimo, da Bach a Hendrix. Ma Eicca Toppinen e i suoi tre compagni hanno in mente qualcosa di più audace. Uniti dalla passione per l’heavy metal decidono di fondare la propria band. Toppinen scrive i suoi particolari arrangiamenti di brani di Metallica, Slayer e altri gruppi leggendari e insieme si lanciano in una serie di concerti ai balli studenteschi.

In un momento in cui gli ingaggi sembrano moltiplicarsi gli Apocalyptica si fanno coraggio e finalmente si esibiscono in un autentico club heavy metal:
“Ci è stata offerta l’opportunità di suonare ad un concerto post-natalizio per metallari al Teatro Heavy Metal Club di Helsinki, nel 1995,” ricorda Toppinen. “C’erano altre tre band e tutte facevano cover. Era uno dei primi spettacoli in cui suonavano gli HIM. Loro proponevano cover di Type O Negative, noi cover dei Metallica. Eravamo terrorizzati all’idea di suonare davanti ai metallari. Chissà cosa sarebbe successo. Pensavamo che ci avrebbero fatto a pezzi! Invece sono andati fuori di testa e si sono divertiti da morire.”
Tra il pubblico di quell’evento, destinato a diventare leggendario, si nasconde un certo Kari Hynninen della Zen Garden Records. Le ingegnose rivisitazioni di pietre miliari del metal lo colpiscono a tal punto che decide di offrire subito un contratto alla band e la possibilità di pubblicare l’album di debutto del 1996, ‘Plays Metallica by Four Cellos’.

“Ci ha chiamati e ci ha chiesto se volevamo fare un album”, ricorda Toppinen scrollando il capo. “Non avremmo mai pensato di poter realizzare un album che andasse oltre quello che stavamo facendo. Lo vedevamo come un divertimento, una sorta di terapia per distoglierci dagli odiosi esercizi di pratica con le scale musicali! Così quando il nostro primo album è stato pubblicato non ci aspettavamo granché. Vendere 1.000 copie in Finlandia sarebbe già stato un ottimo risultato ... invece ha venduto un milione di copie in tutto il mondo!”
Gli Apocalyptica rappresentano nel loro paese la band che dal successo di una notte è passata ad un’audience di straordinaria vastità, gli irriducibili del metal insieme agli appassionati del genere classico. Una combinazione solo apparentemente controversa, perché questi due mondi hanno per la band una relazione logica e del tutto naturale.
“C’è una matrice di primitività tanto nel genere metal quanto nella musica classica,” spiega Toppinen. "Nella musica classica questo aspetto è piuttosto nascosto ma è molto forte e coinvolgente. Le sinfonie di Shostakovich, nei momenti di maggiore intensità, sono paragonabili ai Pantera o ai Sepultura. Oltretutto i fanatici di entrambi i generi apprezzano i buoni musicisti.”

Spronati da questo repentino e miracoloso balzo nella celebrità gli Apocalyptica si dedicano per il resto degli anni ’90 a cavalcare un’inesauribile vena creativa. Si guadagnano ben presto una formidabile reputazione come live act. Nel 1998 pubblicano il secondo album, ‘Inquisition Symphony’, un nuovo scaglione di caratteristiche versioni cover che questa volta includono brani di Faith No More, Pantera e Sepultura. Il disco propone tra l’altro il primo materiale originale della band: tre brani che non lasciavano dubbi sul potenziale artistico degli Apocalyptica. Prima di concludere il terzo capolavoro (l’album ‘Cult’ del 2000), hanno già valutato l’idea di abbandonare il mondo delle cover per dedicarsi alla produzione di un album di materiale fresco per scolpire in modo indelebile nella storia della musica l’avvincente fusione dei generi più disparati. Gli Apocalyptica, ridotti ad un trio, sono più che mai decisi ad imporsi come forza travolgente e creativa.
“Scrivere le nostre canzoni ci ha portati, come band, in una nuova dimensione,” spiega Toppinen. “Conoscevamo già il nostro potenziale nell’ambito delle cover e ormai non era più così stimolante. Dovevamo scrivere musiche nuove e vigorose per i nostri strumenti. Non volevamo farlo per essere credibili’, volevamo invece che continuasse a essere entusiasmante per noi stessi, per evitare di cadere nel repertorio scadente.”

Gli Apocalyptica salutano il nuovo millennio con un altro grande balzo in avanti inaugurando la collaborazione con lo storico batterista degli Slayer, Dave Lombardo, nel quarto album da studio (‘Reflections’, 2003).
“Partecipavamo ad un festival metal in Olanda nel ‘97, e Dave teneva un consulto di batteria,” ricorda Toppinen. “Viene da noi e dice ‘Sapete suonare anche brani degli Slayer? Li suonereste con me?’ e noi ‘Certo!’ Insieme a lui abbiamo suonato ‘South Of Heaven’ dal vivo. Alla fine ci ha detto ‘Se mai avrete bisogno di un batterista, chiamatemi.’ Da allora siamo buoni amici.”
Dopo aver capito che la potenza ritmica di Lombardo aveva dato nuovo vigore al loro sound, gli Apocalyptica si sentono pronti per esplorare nuove direzioni. Arruolano un batterista a tempo pieno, Mikko Sirén, per l’album omonimo del 2005. Senza dubbio il lavoro più rappresentativo, ‘Apocalyptica’ ci mostra una band che ha ulteriormente rafforzare la propria abilità nella composizione. Sono molti gli ospiti invitati a collaborare in studio: tra questi il frontman degli HIM Ville Valo, Lauri Ylönen (The Rasmus) e di nuovo Dave Lombardo – personaggi che con il loro contributo hanno contribuito ad ampliare più che mai l’audience di questi “virtuosi del metal con l’archetto”.

Da qui al 2007 il passo è breve: il nuovo album degli Apocalyptica, ‘Worlds Collide’, è prodotto dall’eterna musa ispiratrice dei Rammstein, Jacob Hellner, e rappresenta l’apogeo del cammino artistico della band finlandese; una raccolta sorprendente di mini-capolavori, che ripercorre ogni passo della storia della band e introduce nel contempo nuove idee e sorprendenti digressioni dall’ormai inconfondibile sound. Se preferite potete semplicemente definirla... una raccolta di splendidi brani rock. Cominciano a lavorare sul disco nell’agosto 2006 e da allora i circa 40 brani composti dalla band per il progetto sono stati ridotti ad una dozzina essenziale e perfetta. Tra questi troviamo le collaborazioni con il frontman di Stone Sour/Slipknot, Corey Taylor (nel primo singolo ‘I’m Not Jesus’), la sublime Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, il vocalist dei 3 Days Grace , Adam Gontier e l’amico di sempre Dave Lombardo.
“E’ stato davvero emozionante,” racconta Toppinen. “Negli ultimi due album eravamo stati produttori, autori... praticamente tutto. Questa volta abbiamo aperto le porte a diversi interpreti, ad un produttore e persino ad alcuni co-autori. Abbiamo permesso a nuovi elementi di entrare nel mondo degli Apocalyptica. E’ stato davvero costruttivo ed elettrizzante.”
Quando gli Apocalyptica salgono sul palco centrale come special guest all’Eurovision Song Contest di Helsinki, milioni di cultori della musica in ogni angolo del mondo sono conquistati da quei fuoriclasse in grado di creare uno spettacolo visivo e sonoro impressionante e senza dubbio unico. Con la pubblicazione di ‘Worlds Collide’ i ragazzi sembrano pronti per conquistare il cuore e la mente di un pubblico internazionale ancora più vasto.
“Abbiamo cercato di realizzare un album universale,” conclude Toppinen. “Per noi questo momento è davvero speciale. Ci sono persone meravigliose che lavorano con noi e per questo sono al settimo cielo. Per la prima volta in 11 anni sento che la squadra intera sta lavorando con grande affiatamento. Insieme dovremmo riuscire a spronare quelle persone che, pur conoscendo Apocalyptica, mai avrebbero prima d’ora acquistato un biglietto o un disco della band. Ci prepariamo a conquistare il mondo.”

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